Baby brain: cos’è la nebbia mentale in gravidanza e dopo il parto

Baby brain: cos’è la nebbia mentale in gravidanza e dopo il parto

Baby brain: cos’è la nebbia mentale in gravidanza e dopo il parto

Si parla spesso di depressione post partum e baby blues, ma c’è un altro fenomeno che coinvolge le partorienti già prima della nascita del bambino di cui ancora si ignorano in gran parte i sintomi: stiamo parlando del cosiddetto baby brain.

Durante la gravidanza infatti può capitare di sentirsi più distratte del solito, dimenticare un appuntamento anche se di solito si ha una memoria di ferro, entrare in una stanza senza ricordare perché o avere difficoltà a concentrarsi su un’attività che si è sempre svolta in modo semplice e abitudinario. La verità è che non si tratta solo una sensazione, né di demenza senile in età giovanile: molte future mamme raccontano invece di sperimentare una sorta di “nebbia mentale”, comunemente chiamata baby brain.

Il fenomeno può comparire già durante i nove mesi di gravidanza e, in alcuni casi, continuare anche nei mesi successivi alla nascita del bambino. Le dimenticanze in gravidanza non significano necessariamente avere un problema di memoria a sé: possono piuttosto essere legate a una combinazione di cambiamenti ormonali, stanchezza, sonno insufficiente e nuove preoccupazioni che di consueto accompagnano la maternità.

Baby brain: che cos’è?

Con l'espressione baby brain si indica una maggiore difficoltà, durante la gravidanza o nel periodo successivo al parto, a mantenere la concentrazione, ricordare alcune informazioni o organizzare le attività quotidiane.

Non si tratta di una vera e propria diagnosi medica e il termine viene utilizzato soprattutto per descrivere un’esperienza comune tra le donne in gravidanza e le neomamme. Le manifestazioni possono essere diverse: c’è chi ha difficoltà a trovare una parola al momento giusto o chi sente improvvisamente la necessità di annotare appuntamenti e impegni che prima venivano ricordati senza problemi.

La nebbia mentale in gravidanza può quindi essere percepita come una sensazione di maggiore distrazione o di “testa piena”, di burnout, soprattutto nei periodi caratterizzati da stanchezza e cambiamenti nella routine.

Nebbia mentale in gravidanza: perché succede?

Le cause del baby brain non sono riconducibili a un unico fattore. La gravidanza comporta profondi cambiamenti fisici ed emotivi e alcuni di questi possono influenzare indirettamente attenzione e memoria.

Cambiamenti ormonali

Durante i nove mesi i livelli di diversi ormoni cambiano in modo significativo. Estrogeni e progesterone, in particolare, aumentano notevolmente rispetto al periodo precedente alla gravidanza.

Queste variazioni possono contribuire a modificare il modo in cui l'organismo affronta sonno, energia, emozioni e capacità di concentrazione. Tuttavia, il rapporto tra cambiamenti ormonali e baby brain è ancora oggetto di studio e non esiste una spiegazione unica valida per tutte.

Stanchezza e sonno

La stanchezza in gravidanza può incidere molto sulla capacità di concentrarsi. Nausea, cambiamenti fisici, bisogno di urinare più frequentemente, mal di schiena o difficoltà a trovare una posizione comoda possono rendere il riposo meno efficace.

Dormire poco o male può rendere più difficile mantenere l'attenzione e ricordare le informazioni, dando la sensazione di avere una memoria che fa cilecca.

Pensieri e nuove responsabilità

La gravidanza porta con sé anche un grande cambiamento emotivo. Prepararsi alla nascita, organizzare la casa, pensare alla salute del bambino e affrontare le nuove responsabilità può occupare una parte importante delle risorse cognitive.

Quando la mente è concentrata su molte informazioni contemporaneamente, può diventare più facile dimenticare un appuntamento o lasciare a metà un'attività.

Dimenticanze in gravidanza: quali sono le più comuni?

Le manifestazioni del baby brain possono essere molto diverse. Tra le situazioni più frequenti ci sono:

  • dimenticare dove sono state lasciate le chiavi o altri oggetti;
  • avere difficoltà a ricordare appuntamenti o scadenze;
  • entrare in una stanza e dimenticare cosa si doveva fare;
  • perdere il filo di un discorso;
  • fare più fatica a concentrarsi durante una conversazione o un'attività;
  • avere la sensazione di cercare più spesso le parole;
  • dimenticare temporaneamente informazioni che normalmente si ricorderebbero senza difficoltà.

Questi episodi possono risultare frustranti, soprattutto per chi prima era abituata a gestire molte attività contemporaneamente. Nella maggior parte dei casi, però, qualche dimenticanza occasionale non significa che le capacità cognitive siano compromesse.

Memoria dopo il parto: il baby brain continua?

La sensazione di avere una mente più “annebbiata” può continuare anche dopo la nascita del bambino. La memoria dopo il parto può risentire soprattutto della nuova routine, delle poppate, dei risvegli notturni e della necessità di occuparsi costantemente del neonato.

Nei primi mesi, infatti, il sonno può essere frammentato e la stanchezza accumulata può rendere più difficile concentrarsi e ricordare le informazioni. Anche il carico mentale può aumentare: orari delle poppate, visite pediatriche, cambi, appuntamenti e nuove attività entrano rapidamente nella quotidianità.

Come affrontare la nebbia mentale dopo il parto e in gravidanza?

Alcune semplici strategie possono aiutare a gestire le dimenticanze nella vita quotidiana. Utilizzare il calendario dello smartphone, impostare promemoria e creare liste di cose da fare permette di non affidare tutto alla memoria.

Anche cercare, quando possibile, di mantenere una routine regolare può essere utile. Un'alimentazione varia ed equilibrata, una corretta idratazione e un po' di movimento, compatibilmente con le indicazioni ricevute durante la gravidanza o nel post parto, contribuiscono al benessere generale.

È altrettanto importante non pretendere da sé stesse gli stessi ritmi di prima. La gravidanza e i primi mesi con un neonato rappresentano una fase di grandi cambiamenti e concedersi qualche pausa può aiutare a gestire meglio la stanchezza.

Quando è consigliabile parlarne con il medico?

Le normali dimenticanze in gravidanza sono generalmente episodiche. Se, invece, i problemi di memoria o concentrazione sono molto marcati, persistenti o interferiscono con la vita quotidiana, è consigliabile parlarne con il proprio medico o con il ginecologo.

È importante inoltre prestare attenzione al proprio benessere psicologico dopo il parto. Una forte difficoltà di concentrazione associata a tristezza persistente, ansia intensa, perdita di interesse, senso di colpa o altre modificazioni importanti dell'umore merita un confronto con un professionista. Il baby brain, quindi, non deve diventare un'etichetta dietro cui nascondere un eventuale disagio.

Conoscere il fenomeno aiuta a viverlo con maggiore serenità. E soprattutto, permette di ricordare che la gravidanza e il post parto non richiedono di essere perfette o di mantenere necessariamente gli stessi ritmi di prima: anche prendersi cura di sé (e farsi aiutare da chi si ha vicino senza sensi di colpa) fa parte del percorso verso la maternità.



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